Chiesa di S. Vigilio - Moena

Charakteristiky: Přístupný veřejnosti
 
 
 
 
 

Moena, Italy

The church of St. Vigilio is the expression of the typical spirituality of the Ladin folk culture.

The church of S. Vigilio, patron saint of the town, dominates the inhabited part of Moena with its Gothic bell tower. It was consecrated in 1164 by the Bishop Prince of Trento Adalpreto II. Inside you can admire numerous works, such as the altar-piece of the Moena artist Valentino Rovisi (1715-1783), pupil of Tiepolo in Venice. He is certainly the most influential artist born in the valley and many works of his can be seen throughout the province.


 

Otvírací hodiny:
Open to visitors.
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Pro informace

Canonica Chiesa S. Vigilio
Strada Don G. Iori, 10
38035 Moena, Italy
+39 (0462) 573210
+39 (0462) 609770 Ufficio Turistico Moena
+39 (0462) 573210

Lokalita:

 
 

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luglio 27 at 09:50 · Mi piace
Io anche ci sono stata ....da sogno.... luglio 27 at 03:48
Ti fa sentire eterno luglio 27 at 09:44
Il lago di Antermoia Leggenda: Quanti sono i laghi più o meno grandi sparsi per le nostre Dolomiti? Molti: ora sono macchie di acqua bluastra, altri sono acqua color argento dove si specchiano monti e nuvole. Alcuni sono molto conosciuti, altri meno e solo qualche alpinista selvaggio li conosce. Uno di questi è il Lago di Antermoia, che i Fassani hanno chiamato Lago del Drago. Si trova a 2500 metri nel Catinaccio di Antermoia, che si dice se lo tenga stretto tra le sue rocce come un oracolo. Il lago sembra veramente essere fatto per essere messo tra i monti come una pietra preziosa in un anello, ma sembra anche altrettanto misterioso quel lago così selvaggio e intatto, tra sassi bianche e cime appuntite e diverse e una grande pace. Intorno all'acqua non cresce neanche un filo d'erba e dentro l'acqua non si muove neanche un pesce; solo quando sta per arrivare un temporale sembra che si muova; allora ci si ricorda tutto quello che i nostri vecchi hanno sempre detto e ci dicono: lassù si riunivano le streghe per pensare a cosa fare, a qualche brutto incantesimo da farci. Sì, deve essere vero, non c'è posto più misterioso di questo... adesso sono nascoste ma potrebbe escare che vengano fuori di nuovo da dietro quei monti ridendo...Ma no, proprio llà dove credevi che tutto fosse secco e senza vita, e là vicino, dove hai messo il piede, una piccola pianta è stata capace di mettere radici e crescere tra le rocce di calcare, allungando come braccia aperte i suoi piccoli rami al sole e ti chiede di fare lo stesso. Siediti e ascolta. Forse anche tu avrai la fortuna di sentire le noti di una melodia dolce dolce, che sembra venga fuori dal fondo del lago se ti avvicini e tendi l'orecchio sulle sponde del lago. La suona una bellissima vivèna, dai lunghi capelli biondi, che le streghe hanno messo in prigione con un incantesimo, perché erano invidiose della sua bellezza. Quando il drago non c'era ancora, dei bei prati coprivano le rocce dove viveva contenta la vivèna. Nessuno poteva sapere il suo nome perché, se qualcuno l'avesse saputo, la vivèna avrebbe dovuto scomparire. Per sempre. Questo avevano deciso le streghe tutte insieme. Anche quando venne a sapere dell'incantesimo, ella continuava la sua vita felice, suonando e rubando alle corde della sua arpa le melodie più armoniose. Un giorno passava di là un bel cavaliere e, al sentire la musica, smontò da cavallo e seguì il suono, fino a vedere la bella vivèna. Il cavaliere rimase molto tempo a guardarla e, quando la vivèna si accorse di non essere più sola, fece per avvicinarsi, ma le venne subito in mente l'incantesimo, e si voltò per andare a nascondersi. Il cavaliere andò più volte su quei prati ad ascoltare di nascosto le dolci melodie della vivèna. Un giorno riuscì a parlarle e le domandò come si chiamasse; "Vivèna Dona" gli rispose, dimenticandosi dell'incantesimo di quelle brutte streghe, e una volta finito di dire il suo nome, la vivèna fu inghiottita dal lago. che uscì sotto i suoi piedi e che si prese anche tutti quei bei fiori. Le streghe non perdonano! Molti dicono che nel lago stava anche un drago e una volta erano in molti a crederci! E' bello vedere il Catinaccio d'Antermoia andando da Moena verso Soraga. Dopo le pareti rotonde di Roda de Vael e "le Zigolade", si può vedere i bellissimi crepacci del Catinaccio d'Antermoia, che può far restare a bocca aperta dietro quel velo di enrosadira, al tramonto o nella delicata luce del sole quando albeggia. Quando lo si vede apparire da dietro Buffaure (buco del fabbro, ma per gli studiosi è il vulcano della Val di Fassa), poi si illumina, le migliaia di coralli di cui sono fatte quelle rocce, sembra svegliarsi di nuovo e diffondere la vita. Anche se lo si vede dai pascoli dell'Alta Val di Fassa il Catinaccio lascia senza fiato in ogni sua forma. Ma quando viene un temporale rombano e l'impeto del rimbombo fa sbattere i tetti e le porte delle capanne e delle case fino in valle, e allora la fantasia dei Fassani si libera. Ci sono anche coloro che sono sicuri di aver visto, molto tempo fa, un grande drago con la lingua di fuoco, che saltava da una cima all'altra del Catinaccio.
luglio 07 at 03:50 · Mi piace
è una leggenda molto bella e affascinante. Grazie Diego. [Serena] luglio 08 at 09:55
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