Arte e natura. I Suoni della montagna

 

L'alba tinge di rosa le pareti delle Dolomiti, e il musicista impugna lo strumento davanti a un pubblico silenziosamente rapito dalla bellezza

La natura del Trentino è già uno spettacolo di per sé. Accompagnarla con l'arte, che sia un'esibizione musicale oppure un'opera di land art, permette di fare un altro passo verso il sublime. È quel che accade agli spettatori dei concerti della rassegna del Festival I Suoni delle Dolomiti, in programma dal 29 giugno al 30 agosto. Godersi l'esibizione di un grande musicista nel palcoscenico naturale delle montagne più belle del mondo è un'esperienza che non si dimentica. Per renderla ancora più straordinaria la si può vivere all'alba fuori da un rifugio di montagna, quando il sole tinge di rosa le pareti delle Dolomiti. Oppure partecipare a un Trekking, tre giorni di cammino insieme ai musicisti dormendo nei rifugi. Per sperimentare il rapporto stretto con l’artista, la condivisione della fatica, il silenzio della montagna, e poi permettere alla musica di andare oltre alle parole.

Esperienze che restano nel cuore dei musicisti non meno che in quello degli spettatori. È il caso del Bosco che Suona, in Valmaggiore sopra a Predazzo, dove alcuni musicisti hanno l’onore di vedersi intitolare un abete rosso scelto da loro stessi. Sono gli abeti detti di risonanza della Valle di Fiemme, utilizzati da Stradivari e dagli altri più grandi maestri liutai per costruire i migliori violini del mondo. Un grande maestro come Salvatore Accardo ha suonato il suo prezioso Guarneri del Gesù del 1733 accanto all’abete che gli era appena stato intitolato. E ha spiegato non l’aveva mai sentito vibrare così. Il Bosco che suona è un’iniziativa rivolta non solo agli artisti, ma anche ai visitatori in cerca di un’esperienza indimenticabile. Con un’apposita audioguida si ascolta la presentazione dell’artista cui è stato dedicato l'abete, e quindi la sua esecuzione di un brano scelto apposta per l’albero.

Dalla musica all’arte figurativa, dalla montagna ai sassi, alle foglie, ai rami, ai tronchi. Sono le materie prime di cui sono fatte gran parte delle opere di Arte Sella, la manifestazione di arte contemporanea nella natura della Val di Sella. Le creazioni di artisti provenienti da tutto il mondo danno vita a una collezione en plein air in continua trasformazione. Al quartier generale di Malga Costa, un tempo edificio rurale dedicato all’allevamento bovino e alla produzione di burro e formaggio, e oggi sede di rappresentazioni teatrali, concerti, mostre fotografiche, laboratori creativi, è attesa per il 26 maggio l'inaugurazione della mostra Cubei dei Numen/For Use.

Il binomio arte-natura è protagonista anche in altre manifestazioni trentine. Come a Mezzano, uno de I Borghi più belli d’Italia, con le suggestive installazioni dei canzèi, cataste di legna che si trasformano in vere e proprie opere d’arte durante la manifestazione Mezzano Romantica, che propone inoltre l’incontro con poeti, scrittori, filosofi e musicisti. O come RespirArt Pampeago Green&White Gallery, sui monti della Val di Fiemme, con i grandi bozzoli di lana, gli alberi sradicati dal vento e rimodellati dagli artisti, le sculture di ghiaccio da vedere sci ai piedi. Mentre in Vallarsa, nelle Piccole Dolomiti, si svolge Tra le rocce e il cielo, che è stato definito «festival della montagna consapevole».

 
 
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