Ecomusei Etnografia: In viaggio nella tradizione

 

Un viaggio sul territorio alla scoperta del ricchissimo patrimonio tradizionale trentino

Un viaggio nella tradizione popolare trentina. È quello che compie il visitatore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige. Ad accompagnarlo è lo spirito di curiosità quasi fanciullesca che il fondatore, l'eclettico etnografo Giuseppe Šebesta, ha trasmesso all'esposizione. Per esempio gli oggetti sono smontati proprio come fanno i bambini per capire come sono fatti, e ricostruiti seguendo passo passo tutte le fasi. Così si vede come un blocchetto di ferro diventi una vanga, o uno di rame un paiolo. Anche i processi di lavorazione sono seguiti in tutti i passaggi, per farli capire chiaramente senza bisogno di grandi didascalie: il campo, la semina, la mietitura, il mulino... Dopo una visita così coinvolgente viene naturale proseguire la scoperta della tradizione direttamente sul territorio.

I sette Ecomusei trentini formano una “rete” che copre tutta la provincia. Quello della Judicaria si snoda tra borghi contadini storici come Canale di Tenno di epoca medievale, Borgo di Rango con le antiche case addossate le une alle altre, e San Lorenzo in Banale, tutti parte del club Borghi più belli d’Italia. All'Ecomuseo della Val di Pejo - Piccolo mondo alpino si scopre una dimensione tradizionale di montagna come quella di casa Grazioli o “dela Bèga” in dialetto, rara testimonianza dell’architettura e del vivere contadino di un tempo. L’Ecomuseo del Vanoi propone un viaggio nei luoghi e nelle costruzioni rurali in cui si praticava l’economia di sussistenza, con il sentiero etnografico che conduce dalla “val”, ovvero dal paese di Caoria a poco più di 800 metri di quota, ai diversi “pradi”, le unità agricole familiari di mezza quota, fino alle malghe con i pascoli. L’Ecomuseo del Lagorai comprende il territorio anticamente sotto la giurisdizione dei signori di Castellalto, in bassa Valsugana, la cui vita e economia tradizionale era basata sui pascoli e sui boschi di montagna. Sempre in Valsugana si trova l’Ecomuseo del Viaggio, chiamato così perché attraversato dalla Via Claudia Augusta Altinate, che collegava Altino con Augsburg, e in memoria del viaggio dei “cromeri”, i venditori ambulanti di stampe. L’Ecomuseo dell’Argentario porta alla scoperta di una vicenda mineraria iniziata attorno al 1200, quando un gran numero di minatori tedeschi e boemi detti Canopi arrivarono per estrarre l’argento dal monte Calisio. E all’Ecomuseo della Valle del Chiese si scopre il Sentiero etnografico Rio Caino a Cimego, tre ore di escursione tra pinete e faggeti con 300 metri di dislivello, da 450 a 750 circa, e 4 chilometri da percorrere tra gli antichi mestieri dell’antica civiltà contadina.

Il Trentino, poi, valorizza il patrimonio culturale delle tre minoranze linguistiche, i Ladini della Val di Fassa, i Mòcheni che abitano la Valle del Fersina e i Cimbri dell’altopiano di Luserna. Il Museo Ladino di Fassa ospita le collezioni etnografiche dell’Istitut Cultural Ladin. L’Istituto Culturale Mòcheno a Palù del Fersina organizza esposizioni sulla cultura locale. E il Centro di documentazione di Luserna organizza convegni dedicati alla cultura dei cimbri, oltre a mostre come L'Europa e il Trentino prima della Grande Guerra, fino al 13 novembre.

 
 
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