Grande Guerra: Forte Trentino
Sono circa 80 le costruzioni militari sparse in Trentino. Trincee, postazioni, gallerie e baraccamenti sono spesso visitabili. I Forti ripercorrono la linea del fronte della Grande Guerra, sono immersi nei boschi, punteggiano percorsi naturali e incantevoli località
Un modo per non limitarsi a capire, ma provare anche a sentire cos'è stata quella guerra, e rimarcare allo stesso tempo la scelta definitiva della pace e della vita.
Il Trentino, terra di confine tra impero Austro-Ungarico e Regno d'Italia, si prepara al centenario della Grande Guerra (1914-1918) presentando un panorama variegato già ricchissimo di forti, trincee, musei. Molte di queste testimonianze restituiscono al visitatore un'immagine esatta di come si combatteva. Per soddisfare ogni curiosità sulla Grande Guerra si può visitare il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, con una tra le esposizioni più importanti in assoluto sul tema. E propone mostre come quella che fino a novembre 2013 è dedicata a una pagina decisiva del confronto italo austriaco: Pasubio 1915-18. Mentre a partire dall'estate sarà la volta di Castelli, armi e soldati 1500-1700.
Il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto coordina la rete Trentino Grande Guerra, nata per far conoscere meglio il patrimonio della Grande Guerra in Trentino e il mosaico dei 19 musei trentini dedicati ad essa. Esposizioni spesso di piccole dimensioni ma ricche di cimeli e materiali, dislocate in ogni angolo della Provincia. Proprio come il sistema di forti e fortificazioni, molti rese visitabili da recenti restauri. Il Trentino è anche ricco di siti straordinari posti alle quote più elevate, sopra i tremila metri, dove si combattè la cosiddetta guerra bianca, combattuta in particolare sull’Adamello. È di pochi anni fa il ritrovamento sul vicino Ortles, sotto punta Linke, a 3.632 metri di quota, di una posizione austro-ungarica con una gran quantità di reperti: elmetti, soprascarpe imbottite con la paglia, stufe, filo spinato. A memoria di tutti i caduti, ogni sera dal Colle di Miravalle che domina Rovereto e la Vallagarina la grande Campana dei Caduti Maria Dolens suona cento rintocchi. Voluta dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro all’indomani della Grande Guerra come simbolo imperituro di condanna del conflitto, è stata fusa col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni belligeranti.

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