Produzione e tecnologia
Dall’inizio della crisi zootecnica, in Trentino gli allevamenti di vacche da latte sono passati da 2000 a 900 mentre la produzione è rimasta pressoché costante attorno ai 130 milioni d
i litri. Di questi, 60 milioni sono raccolti dai 400 soci del “polo bianco” formato dal Caseificio Pinzolo-Fiavè, Val di Ledro e Chiese e dalla cooperativa Latte Trento e Borgo. Nel nuovo stabilimento della Latte Trento è concentrato l’intero ciclo di lavorazione del latte fresco (12 milioni di litri) e di quello a lunga conservazione (8 milioni di litri).
Il percorso qualità ha inizio nella stalla e arriva alla nostra tavola, attraverso l’utilizzo di macchinari che rispettano al meglio le caratteristiche della materia prima. A tutela della salute dei consumatori il latte prima di essere messo in vendita deve superare vari passaggi. Negli allevamenti la mungitura viene effettuata per lo più con sistemi meccanici a tubature ermetiche, che filtrano il prodotto e lo spostano in serbatoi frigoriferi. Il latte è quindi convogliato in autocisterne che lo trasportano alle centrali: qui viene sottoposto a severi processi di controllo e analisi per ottenere latte alimentare di alta qualità oppure a processi di trasformazione per la produzione di latti speciali, formaggi e altri derivati.
Tutti i maggiori stabilimenti del Trentino offrono elevatissime garanzie di qualità.
Ad affiancare il sistema agroindustriale a Trento e in periferia si stanno, intanto, diffondendo come nel resto del territorio nazionale i distributori automatici di “latte crudo”, quale rinnovata forma di incontro tra produttori e consumatori, senza alcuna intermediazione. La raccomandazione che viene a tal proposito fornita dalle autorità sanitarie è quella di berlo solo dopo averlo fatto bollire.

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